TOUR ENOGASTRONOMICO NEL MONFERRATO

di Virgilio Pronzati

Di piatto in piatto, di vino in vino attraverso l’enogastronomia mondiale

Cantine  Pierino Vellano di Camino

Uno dei periodi migliori per scoprire ed apprezzare l’Alto Monferrato e il Monferrato Casalese è il mese autunnale di novembre. Cambiano colori ed umori boschivi, iniziano le nebbie e, quanto mai gradito, è il momento del re del bosco, sua maestà il tartufo bianco (Magnatum Pico). Non solo: calata la temperatura  è anche il tempo di mangiare piatti più decisi e saporosi, abbinandoli agli ottimi vini delle due zone.  Due alfieri, e non solo, della  grande famiglia enoica piemontese, come il Grignolino del Monferrato Casalese nelle diverse tipologie, il mitico Barbera del Monferrato nelle due versioni e due chicche come il Gabiano e il Rubino di Cantavenna. La gradita opportunità di fare un tour di due giorni incentrato su vini, gastronomia e tartufi del Monferrato mi è stata data dal Consorzio Colline del Monferrato Casalese, con la spinta dell’amica ed enologa Elisabetta Currado.  Nel week end di sabato 15 e domenica 16 novembre con un gruppo  di colleghe e colleghi in gran parte esteri, abbiamo  visitato cinque cantine, tre degustazioni per trentasei vini, un seminario sensoriale sul tartufo, visita al Santuario di Crea (patrimonio UNESCO), pranzo gourmet con tartufi e la conoscenza di diciotto produttori.

Entrando nel dettaglio, sabato mattina, visita alle storiche Cantine Vellano di Camino.  La famiglia Vellano ha radici molto antiche, con documenti che risalgono fino al XVI secolo. Una storia di amore per il vino e per il Monferrato, tramandata di generazione in generazione. Oggi l’azienda diretta da Maurizio Vellano è un esempio di ospitalità: oltre alla cantina e i vigneti, lo shop con l’enoteca, un bistrot e, a tre chilometri di distanza, un resort con venticinque camere e un ristorante.  Non solo: Maurizio Vellano con la sua navetta ha trasportato il gruppo di giornalisti nelle varie tappe del tour! Lasciato Camino, trasferimento alla Tenuta La Tenaglia di Serralunga di Crea per la prima masterclass dedicata al Grignolino del Monferrato Casalese e visitare il famoso Santuario. Ad accoglierci, la signora Sabine Ehrmann, titolare  della tenuta. Dopo i saluti di rito, la visita alla cantina e la presentazione dell’iniziativa, è seguita l’interessante tasting con 11 Grignolino del Monferrato Casalese Doc Riserva, presentati dai rispettivi produttori.  Dal buono all’ottimo il livello qualitativo.  Brevi ma chiare le mie personali valutazioni.

Ristorante di Crea

Gaudio: Bricco Mondalino 2023

Molto varietale: spiccano la rosa selvatica, corbezzolo, ribes nero e pepe bianco. Secco, fresco e sapido, appena tannico, caldo e continuo. Già  di buona armonia. 

Vicara: Uccelletta 2020

Buon varietale: mora di rovo, corbezzolo, pepe bianco e lieve boisè- Secco, sapido, caldo, piacevolmente tannico, pieno e persistente. . 

Accornero: Bricco delle Vigne Vecchie 2020

Buon varietale: mora, ribes nero e pepe bianco. Secco ma morbido, caldo, pieno e persistente.

Liedholm: Monferace 2020

Varietale: ribes nero, corbezzolo, pepe bianco e lieve di tartufo. Secco ma morbido, sapido, caldo e discretamente continuo. 

Tenuta Santacaterina: Monferace 2020

Varietale: rosa selvatica, mora e pepe bianco. Secco ma discretamente morbido, sapido, caldo, pieno e continuo.

La Tenaglia: Monferace 2019

Buon varietale: visciola, mora, mirtillo e pepe. Secco ma morbido, caldo, pieno ma snello, persistente.

Cantina Uviglie

Casalone: I Canonici 2019

Varietale: corbezzolo, pepe bianco e liquirizia. Secco, sapido, caldo, con vena tannica,  pieno e persistente-

Angelini Paolo: Monferace 2018

Varietale: rosa appassita, mora e pepe bianco. Secco, sapido, caldo e pieno, continuo.

Vellano: Osiri 2018

Varietale: mora di rovo, ciliegia visciola, pepe e boisè- Secco, sapido, caldo, un pò tannico, pieno e persistente. . 

Canato: Primo Canato 2017

Varietale: ribes nero, corbezzolo e pepe. Secco ma morbido, sapido, caldo e abbastanza continuo. 

Castello di Uviglie: Terre Bianche 2016

Varietale: un pò etereo, mora di rovo, corbezzolo, pepe bianco e rosa selvatica, Secco, sapido, caldo e discretamente pieno e continuo.  

Opera d’arte esposta nelle Cave di pietra da cantone tutelate dall’Unesco

Proseguimento con la visita allo storico Santuario, e un ricco pranzo gourmet al vicino e rinomato ristorante Crea. Dalla cucina saporosi piatti monferrini caratterizzati dal tartufo bianco e nero, conditi con un (ottimo) extravergine del Monferrato. Il tutto sposato al bianco e raro Baratuciat (di un produttore del Consorzio), Grignolino del Monferrato Casalese e magnum di Monferrato Rosso (Gaudio). In carta oltre ad altri vini, ben cinquanta etichette di Grignolino del Monferrato Casalese. Nel pomeriggio trasferimento al Castello di Gabiano per la seconda masterclass. Le origini di questo magnifico maniero risalgono al IX Secolo. Eretto nell’ Alto Medioevo per controllare i traffici che traversavano il Po destinati al Nord Europa, divenne dopo uno strumento difensivo e, nel Rinascimento, residenza delle dinastie dominanti il Monferrato:i Montiglio, gli Alerami, passando poi ai Paleologo di origine bizantina ai Gonzaga e infine i Durazzo. Oggi  a gestirne al meglio le sorti, il marchese Giacomo Cattaneo Adorno. Oltre all’imponente ed oneroso ripristino, ne ha fatto una location per ospitare esigenti turisti, eventi e cerimonie, mantenendo e migliorando nel contempo,  la parte vitivinicola chegli valse già nel 1937 una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi. Attualmente il Gabiano DOC e il tipo Riserva,  rappresentano una delle massime espressioni piemontesi derivate  dal vitigno barbera.  Ad accoglierci e a condurci nella storica cantina, il marchese e patron Giacomo Cattaneo Adorno, dove troneggiano nuovi tonneaux e barriques, antiche e preziose bottiglie di Gabiano del 1800 e quelle di annate successive sino alle più recenti. Dopo il viaggio nel tempo dell’iconico vino, l’attesa masterclass comprendente tredici vini, di cui tre Rubino di Cantavenna, nove Barbera del Monferrato Superiore  ed un Gabiano Riserva.

Bottiglie ultracentenarie nella cantina del Castello di Gabiano

Az. Agr. Sbarato: Rubino di Cantavenna Sel. Paolo Desana 2022 

Rubino carico. Mora di rovo, prugna, ciliegia e lieve cuoio e cipria. Secco. Molto fresco, sapido, caldo, pieno ma snello e continuo. 

Castello di Gabiano:Rubino di Cantavenna 2019

Rubino carico. Ciliegia durona, mirtillo, mora di rovo, lieve boisè. Secco, sapido, caldo, pieno, ancora un pò astringente, continuo.

Cà Ordano:Rubino di Cantavenna 2018

Rubino vivo. Prugna, lampone e ciliegia. Secco, sapido, giustamente tannico, pieno e continuo. 

Gaudio: Barbera del Monferrato Sup. 2023

Rubino intenso. Mora e prugna, lieve vegetale-balsamico. Secco, molto fresco, sapido, un pò astringente, continuo.

Vellano: Barbera del Monferrato Sup. Pierin 2022

Granato intenso. Ciliegia e marasca, cuoio, un pò vegetale, boisè. Secco, sapido, un pò tannico, pieno e continuo.

Fiera Internazionale del Tartufo Bianco Trifola d’Oro di Murisengo M.to

Cinque Quinti: Barbera del Monferrato Sup. Rovero 2022

Granato intenso. Ciliegia, prugna e mora di rovo, cannella e goudron. Secco ma morbido, caldo, pieno, un pò concentrato, persistente. 

Tenuta Genevrina: Barbera del Monferrato Sup. Ettore 2022

Rubino carico. Prugna, ciliegia e mora mature.  Secco, sapido,. caldo, pieno e discretamente persistente. 

Accornero: Barbera del Monferrato Sup. Bricco Battista 2021

Rubino intenso. Fruttato e fragrante con sentore di piccoli frutti rossi boschivi. Secco ma morbido, sapido, pieno ma snello, abbastanza continuo.

Castello di Uviglie: Barbera del Monferrato Sup. Le Cave 2021

Granato carico. Sentori di piccoli frutti rossi boschivi, cuoio e boisè. Secco, sapido, caldo, pieno e continuo. 

Casalone: Barbera del Monferrato Sup.Bricco Morlantino 2020

Granato carico. Mora e ciliegia mature, e lieve vegetale. Secco, sapido, caldo,  di buon corpo e continuo.

Hic et Nunc:Barbera del Monferrato Sup. Monumento 2020

Rubino carico. Prugna, lampone e mora di rovo, cuoio, cacao amaro e lieve balsamico. Secco,  sapido, caldo, giustamente tannico, di gran corpo e persistente. 

Canato: Barbera del Monferrato Sup. Rupes 2016

Granato carico. Piccoli frutti boschivi e maturi, e lieve boisè. Secco, sapido, caldo, di buon corpo e persistenza. 

Castello di Gabiano: Gabiano Riserva A Matilde Giustiniani 2020

Rubino vivo. Gelatina di ciliegia e prugna nera, melagrana, cacao amaro, boisè e cuoio- Secco, sapido, caldo, pieno e di molta persistenza. 

Due cenni su Gabiano e Rubino di Cantavenna. Il primo ottenne la Doc nel 1983 ma pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nell’84. Il Rubino di Cantavenna nel 1970. Dai dati di produzione del 2024 risultano rispettivamente, 3.401 e 6.276 bottiglie!

Terminata l’interessante degustazione, è la volta di un mini seminario sensoriale sul tartufo, tenuto brillantemente da un esperto assaggiatore. Una breve ma chiara esposizione sulla composizione aromatica dei tartufi.     

A concludere al meglio la serata, la cena al ristorante Tre Orologi, accogliente e raccolto locale attiguo al castello, dove sono state servite specialità monferrine sposate ai pregiati vini del Castello di Gabiano. Commiato e rientro per il pernottamento, all’agriturismo Ca’ dell’Ebbro di Vignale Monferrato. Domenica, l’ultimo giorno del week end, altri graditi motivi d’interesse. In mattinata, trasferimento a Rosignano Monferrato per visitare la storica cantina del Castello di Uviglie, dove storicità e innovazione si incontrano.  Eretta nel lontano 1491, un anno prima che Cristoforo Colombo scoprisse l’America, recentemente dispone di attrezzature enologiche d’avanguardia e professionale sala di degustazione. Oltre la gamma completa dei vini monferrini, la cantina Castello di Uviglie produce il buon spumante metodo classico La Cave.  C’è di più. Sotto i vicini vigneti ci sono le Cave di pietra da cantone tutelate dall’Unesco, con cui alcuni secoli fa, si costruivano case e chiese. Spesso gli infernotti sono ricavati dalla stessa pietra. Una certa similitudine con le crayeres della Champagne, che oltre ad affinarci il vino, sono un teatro ideale per varie mostre d’arte e, per l’acustica, di future opere liriche e teatrali.   

Ciotola con tartufi bianchi tra i più grandi esposti nella fiera

Prossima tappa il suggestivo borgo di Murisengo Monferrato per la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco Trifola d’Or, atteso appuntamento da gourmet e ristoranti, giunto alla 58a edizione. Non a caso questa fiera, è seconda solo a quella di Alba. Scesi dall’auto e percorrendo a piedi per almeno10 minuti l’affollata salita che porta al Castello, guidati dalla scia aromatica, raggiungiamo piazza della Vittoria, colma di banchi che espongono tartufi bianchi e neri di varie pezzature e per tutte le tasche. Massima attenzione per chi vende e chi compra: I venditori (trifulai- e commercianti) possono utilizzare il bollino identificativo della Denominazione Comunale (De.Co.) sul proprio prodotto.  Da ribadire che tutti i tartufi in vendita sono sottoposti alla rigorosa verifica di idoneità da parte dei membri del Centro Nazionale Studi del Tartufo di Alba.

Lasciato Murisengo Monferrato, raggiungiamo la cantina Hic et Nunc (dal latino Qui e Ora.) di Vignale Monferrato , per la terza ed ultima masterclass.

Una piccola-media azienda che produce vini monferrini di qualità,  che promuove con diverse iniziative, tra cui l’ospitalità (Cà dell’Ebbro), la valorizzazione del territorio.   

Ad attenderci, il  patron  Massimo Rosolen e la sua signora.  Dopo una breve visita alla moderna e razionale cantina, siamo invitati  ad un gradito pranzo leggero costituito da golosità locali abbinate ad ottimi vini aziendali.  

Cantina Hic et Nunc di Vignale Monferrato

Terminata la piacevole sosta e saliti alla panoramica sala, iniziamo l’attesa masterclass, comprendente dodici vini da vitigno Grignolino ma di tipologia diversa.   

Angelini Paolo: Spumante Brut  Metodo Charmat Tlaloc 2024

Cerasuolo con perlage abbastanza fine e continuo. Varietale: piccoli frutti rossi boschivi . Secco, molto fresco e sapido, leggero ed invitante.

Vicara: Spumante Rosè Brut Metodo Charmat Domino 2024

Cerasuolo scarico con perlage fine e continuo. Varietale: piccoli frutti rossi boschivi e lieve floreale. Secco, fresco e sapido, discretamente pieno e continuo.

Gaudio: Spumante Brut Metodo Classico Margot 2021 

Cerasuolo scarico con perlage fine, fitto e continuo. Varietale: piccoli frutti rossi boschivi e lievemente speziato. Secco, fresco e sapido, leggermente caldo, pieno e persistente. .

Grignolino del Monferrato Casalese Doc

Cantina Castello di Uviglie: San Sebastiano 2024

Varietale: mora di rovo, rosa selvatica e pepe bianco. Secco, fresco e sapido, leggermente astringente, discretamente pieno e continuo.

Canato: Celio 2024

Varietale: rosa appassita, piccoli frutti rossi boschivi e pepe bianco. Secco, fresco e sapido, di equilibrata struttura e continuo.

La Casaccia: Poggetto 2024

Varietale: corbezzolo e ciliegia maturi, rosa appassita e pepe bianco. Secco, fresco e sapido, piacevolmente astringente, abbastanza pieno e continuo. 

Cinque Quinti: Vigna San Pietro 2024

Varietale: mora e fragolina di bosco, rosa selvatica, pepe bianco e lieve balsamico.  Secco, fresco, sapido, appena tannico, caldo, pieno e continuo.

Tenuta Genevrina: Curioso 2024

Varietale: piccoli frutti rossi boschivi, lieve vegetale e di rosa selvatica e pepe bianco.  Secco, fresco, sapido, un po astringente, discretamente pieno e continuo.

Giornalisti impegnati nella masterclass tenuta nel salone di Hic et Nunc

Varietale: mora di rovo, ribes nero, rosa selvatica, pepe bianco e lieve di umori boschivi. Secco, sapido, caldo, piacevolmente tannico, pieno e persistente.

Hic et Nunc: Altromondo 2023

Varietale: rosa selvatica, piccoli frutti rossi boschivi, pepe bianco e lieve balsamico. Secco, sapido, caldo, piacevolmente tannico, pieno e continuo.

Liedholm: Bricco della Boemia 2023

Varietale: mora di rovo, ribes nero, corbezzolo, rosa selvatica, e  pepe bianco. Secco, sapido, caldo, pieno, sensibilmente astringente ma di molta persistenza. 

Casalone: La Capletta 2022

L’enologa Elisabetta Currado mentre presenta i vini di Castello di Gabiano

Varietale: delicati sentori di piccoli frutti boschivi, vegetali e di rosa selvatica e pepe banco. Secco, sapido, un pò astringente, caldo, discretamente pieno e continuo.

Al termine del tasting, degna conclusione della giornata con la presentazione ed interventi dei produttori dei vini assaggiati.  

Un doveroso plauso ai sommelier AIS Delegazione di Casale Monferrato Pier Francesco Cervino e Nicola Falaguerra, al signor Juri Winkelhuijzen vignaiolo a La Tenaglia, e alle signore Chiara Cane e Loredana Gianferri del Consorzio Colline del Monferrato Casalese.  

Giornalisti presenti al tour enogastronomico nel Monferrato

Nanyoung Baek – Corea del Sud 

Melania Battiston – Londra (Inghilterra)

Rowena Dumlao – Filippine

Mona Haugen Kind – Norvegia

Katarzyna Maciejewska Serra  – Polonia

Doris Lau Parry –  Hong Kong 

David  Way  –  Londra (Inghilterra)

Virgilio Pronzati –  Genova (Italia)

Walter Pugliese – Torino (Italia)

Andrea Zanfi –  Grosseto (Italia) Per chi avesse ancora il piacere di leggere, ecco quello che scrissi sul Grignolino del Monferrato Casalese Doc nel novembre del 2014

Produttori e vini presenti alla terza masterclass tenuta a Hic et Nunc

Il Grignolino? Antico vitigno per un vino attuale

Il Piemonte oltre a blasonati vini ne possiede altri di minor fama e notorietà, ma sempre di sicuro pregio.  Tra questi il Grignolino del Monferrato Casalese che, come gli altri Grignolino Doc, deriva dall’omonimo e antico vitigno.  Sebbene le origini di questo vitigno risalgano all’anno Mille, se ne trova la prima citazione nel lontano 1246 a Casale col nome di Barbesino.  La conferma che fosse lo stesso vitigno, ce la da più tardi, nel 1834, il Conte Gallesio. Lo stesso, noti ampelografi come Demaria e Leardi.   Aldilà di questo, notizie sul Grignolino si trovano già nel Settecento. Il suo nome deriva da grignòle, cioè gli abbondanti vinaccioli che si trovano nei suoi acini.  

Vitigno “intelligente” ma sensibile alle malattie crittogame e alla botritys, subì una considerevole diminuzione d’impianto a vantaggio di varietà più robuste e resistenti.  Come dalle origini, la sua zona collinare elettiva, è tra Asti e Casale, da cui rispettivamente, si producono i Grignolino d’Asti e del Monferrato Casalese.  Due vini simili ma distinti.  Di maggior corpo quello d’Asti, più fine e speziato quello del Casalese.  Il grande Veronelli lo definì “anarchico” e il più bianco dei vini rossi.  Tra i personaggi famosi che ne tessero le lodi, Re Umberto I, l’allora presidente del Consiglio Giovanni Lanza, e oggi da Papa Francesco.  

L’interessante mini seminario sui tartufi

Dopo un qual certo successo negli anni Ottanta, un periodo d’oblio, e oggi di nuovo all’attenzione di esigenti consumatori.  Dal colore cerasuolo con orlo lievemente aranciato (senza Freisa), si presenta al naso intenso, persistente, fine, con netti sentori floreali, fruttati e speziati, mentre in bocca spicca per freschezza, sapidità e una lieve e piacevolissima vena tannica, amalgamate in una struttura snella ma di molta persistenza.  Umanizzandolo, sarebbe una persona discreta ma non introversa, buona ma decisa, sagace e pungente, dall’ istinto bizzarro ma geniale.  Innumerevoli i piatti con cui si può sposare, spaziando dagli antipasti di salumi e parmigiana di melanzane ai primi piatti con sughi di carni bianche, nonché con zuppe di pesce e di molluschi, pesci in umido e al forno con aromi e salsa di pomodoro, carni bianche e pollame in casseruola e al forno. Non solo. Gradevole tutto l’anno: servito un po’ più fresco è ottimale anche d’estate.  

Per fare conoscere al meglio il Grignolino del Monferrato Casalese anche in Liguria, la Delegazione Onav di Genova diretta da Per Ugo Tammaro in collaborazione con l’onavista casalese Sergio Cabella, ha dedicato una serata a questo vino, presentando e facendo degustare 4 Grignolino del Monferrato Casalese prodotti da due prestigiose aziende. Teatro della manifestazione, il funzionale Salone del Columbus Sea Hotel di Genova, gremito di onavisti, enotecari e ristoratori.  Dopo il saluto del Delegato Provinciale Onav Pier Ugo Tammaro, l’onavista Sergio Cabella ha tenuto una completa e brillante relazione sul Grignolino del Monferrato Casalese, commentando una serie di slides comprendente le origini del vitigno, il suo habitat, la storia del vino e le sue peculiari caratteristiche. Di seguito, altri tre interessanti interventi. L’ingegnere e sommelier Davide Roato ha raccontato altri inediti cenni storici su vitigno e vino. Poi nell’ordine, quelli delle produttrici di Grignolino del Monferrato Casalese, entrambe di Vignale Monferrato, comune-cru di questo vino.  La giovane e brava enologa Beatrice Gaudio ha descritto la storia e la filosofia aziendale di famiglia, le fasi produttive, la maturazione e l’affinamento del vino, terminando con la descrizione delle caratteristiche organolettiche del vino in oggetto. L’ appassionata e competente Patrizia Accornero (moglie dell’enologo Ermanno) che, partendo del vigneto è arrivata alla cantina, raccontandone le rispettive tecniche e fasi, precursori del livello qualitativo raggiunto. Infine l’attesa degustazione dei Grignolino del Monferrato Casalese, condotta dalle rispettive produttrici. Cinque vini di elevato livello qualitativo, che hanno espresso al meglio le caratteristiche del vitigno e del terroir.   Ecco nell’ordine, i vini degustati: 

Le avvenenti e note giornaliste Melania Battiston, Katarzyna Maciejewska Serra e Rowena Dumla

Azienda Agricola Amilcare Gaudio: Margot Grignolino Spumante Metodo Classico (32 mesi sui lieviti); Grignolino del Monferrato Casalese DOC
Gaudio 2013; Grignolino del Monferrato Casalese DOC
Bricco Mondalino 2013

Azienda Agricola Accornero:

Grignolino del Monferrato Casalese DOC Bricco del Bosco 2013; Grignolino del Monferrato Casalese DOC Bricco del Bosco Vigne Vecchie 2009

Degna conclusione della riuscita serata con l’apprezzato assaggio del pregiato salume Muletta monferrina, e dell’ottima Grappa di Grignolino di 7 anni dell’Antica Distilleria di Altavilla.  

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